L'essere stati in vantaggio 2 volte e l'occasione sfumata nel finale rende legittimo avere parecchi rimpianti.
Nonostante ciò e che ad un certo punto loro sono crollati fisicamente bisogna riconoscere che sono una buona squadra, che non molla mai e che se è prima in classifica se lo merita. Purtroppo sono un po' sbruffoni e superbi.
Loro iniziano bene, mentre noi continuiamo ad avere poche idee sul come creare occasioni da goal. E anche l'unica soluzione che proviamo non viene attuata al meglio perché troppo spesso i lanci sono centrali e lenti.
Il Riviera spesso si presenta davanti alla nostra porta e un po' per merito di Matteo, un po' per colpa della loro imprecisione e un po' perché in un modo o nell'altro li fermiamo prima che siano (troppo) pericolosi, non riescono ad trovare il goal. Lo troviamo, invece, noi grazie ad una loro ingenuità: retropassaggio, Andrea parte, anticipa tutti e realizza. Finisce così il primo tempo.
Nel secondo tempo loro cedono, ma non mollano e trovano il pareggio per colpa del loro 10 lasciato libero in mezzo all'area. Noi teniamo di più la palla, ma ancora troppi lanci o troppo lenti nel passaggio. Ma, ancora una volta, Andrea è abile a sfruttare una palla messa in mezzo da Depa che gli avversari beatamente guardano. La partita si fa un po' più confusionaria e ci sono un po' di occasioni da una parte e dall'altra. La più ghiotta ce l'hanno loro, ma clamorosamente sbagliano un rigore a porta vuota. L'arbitro ci mette del suo per innervosire noi, ma soprattutto loro e per farli pareggiare. Fallo (discutibile) di Depa al limite, viene dato il vantaggio, loro lanciano, perdono la palla e l'arbitro fischia allora la punizione. MA STIAMO SCHERZANDO? Purtroppo il loro 4 (cap) calcia e segna (forse anche per merito di una leggere deviazione di uno di noi. Sul finire il loro portiere non trattiene una palla messa mezzo (e forse calciata da Depa), purtroppo la palla gira e l'impatto con il terreno impedisce che arrivi fra i piedi di Enrico che può solo "ciccare".
Matteo Ucci
Ottimo come al solito
Paolo Lista
In splendida forma
Stefano Tommiazzo
Non male, ma per come lo si è visto può fare meglio
Marino Zorzan
Ormai completamente a suo agi onel ruolo di libero
Stefano Bottin
Non ci credo che ha male
Roberto Zorzan
Causa acciacci gioca da fermo e fa la sua discreta figura
Silvio Marchiori
Ah se prendesse il vizio di liberarsi della palla almeno al secondo dribbling
Fabrizio Amatori
Doveva spingere di più
Stefano De Pasquale
Non male, ma dovrebbero insistere di più a far partire le azioni pericolose
Andrea Baratto
A uno che si costruisce i goal, non gli si può dire nulla
Roberto Garavello
Se non lo serviamo come si deve fa fatica a fare il suo gioco
Enrico Maschietto
Nicola Perini
Arfio Pici
Sergio Redrezza
Diego Rubiliani
L'arbitro della partita: booohhh
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lunedì 31 gennaio 2011
lunedì 24 gennaio 2011
Gregorense 1 - 1 Sant'Agostino
Se loro sono una squadraccia e producono poco a causa del loro gioco sterile (anche se per procurarsi due rigore qualche volta dalle parti della nostra area devono pur essere passati) noi non facciamo una figura migliore. Poche idee, poco gioco e poca reattività. Nel primo tempo al centrocampo pareva ci fosse nessuno. Un po' meglio il seco do tempo, ma resta il fatto che buone occasioni ce ne sono state poche. Alla fine ci salva un gran goal di Andrea e la fortuna che fa uscire di un soffio sul finale. Da segnalare l'uscita anticipata di Marino che si immola per fermare un avversario, il primo rigore ben parato da Matteo (che nulla può sul secondo) e qualche fuorigioco di troppo segnalatoci contro. Sarà stato il campo grande (in pessime condizioni), sarà stato il venerdì sera fatto sta che abbiamo perso altri 2 punti contro questa squadra mediocre.
Non mi addentro nei commenti dei singoli perché era troppo buio e non ho visto bene. Se qualcuno che l'ha vista da fuori volesse dare il suo contributo.
Torno sui punti elencati prima.
Poco gioco: quante azioni degne di nota abbiamo fatto? Dobbiamo ancora imparare ad appoggiare al compagno vicino per far girare la palla e a farla via dopo il primo massimo secondo dribbling.
Poche idee: o si lancia o si dribbla;dobbiamo inventarci qualcos'altro o almeno non lanciare centrale.
Poca reattività: sarà che forse erano messi meglio in campo e più grossi di noi,ma sul pallone arrivavano sempre prima loro.
Non mi addentro nei commenti dei singoli perché era troppo buio e non ho visto bene. Se qualcuno che l'ha vista da fuori volesse dare il suo contributo.
Torno sui punti elencati prima.
Poco gioco: quante azioni degne di nota abbiamo fatto? Dobbiamo ancora imparare ad appoggiare al compagno vicino per far girare la palla e a farla via dopo il primo massimo secondo dribbling.
Poche idee: o si lancia o si dribbla;dobbiamo inventarci qualcos'altro o almeno non lanciare centrale.
Poca reattività: sarà che forse erano messi meglio in campo e più grossi di noi,ma sul pallone arrivavano sempre prima loro.
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lunedì 13 dicembre 2010
Sant'Agostino 5 - 1 San Paolo
Il sito della Lega UCP non è ancora stato aggiornato, quindi non è possibile dire come si è mossa la classifica, ma quel che conta è come ci siamo mossi noi.
La partita all'inizio è equilibrata. Noi teniamo di più la palla, cerchiamo di giocarla e spesso ci riusciamo anche. Nonostante il campo, soprattutto lungo la "fascia dell'asilo" sia veramente messo male. Loro invece insistono con un gioco tanto semplice quanto monotono: lanci lungi a cercare la loro punta di peso, oppure l'uomo sulla loro fascia deestra. Paolone invece prende quasi subito le misure del primo, mentre ci mettiamo un po' a capire che Marino non è l'uomo giusto per il secondo, ma alla fine spostiamo Pero sula sinista e Marino sulla destra. Mossa che si rivela intelligente e determinante in quanto ci permette di non correre quasi più rischi. Loro sono discreti davanti e a metà campo (dove - udite udite - stazione un giocatore di nome Carnera: sì è proprio lui, l'ex rio, l'ex saonaro, purtroppo non-ex brontolone rompiballe), ma in difesa sono traballini. Grinta, determinazione e intelligenza ci permettono di fare tutto ciò che non ci è riuscito fino a qualche partita fa: rischiar epoco in difesa, recuperare palloni a metà campo e a creare a zioni da goal. Ed è così che il primo tempo finisce 2 a 0 per noi grazie ad una palla calciata da Tino e girata di testa in mezzo all'area da Depa e un colpo di tacco all'indietro dalla linea di fondo di Roby. Palle tanto invitanti che Enrico non deve far altro che mettere in rete.
Il secondo tempo inizia come era finito il primo. Robi ha anche la possibilià di portarci sul 3 a 0, ma purtroppo calcia alto. Purtroppo non ha l'occasione per riscattarsi in quanto viene richiamato in panchina per dare spazio a Barat che, lanciato da non si sa chi in quanto c'è una questione aperta fra Matteo e Bott, con un goal dei suoi segna ad un minuto (circa) dal suo ingresso. A questo punto il San Paolo un po' molla e Andrea lì davanti riesce a fare quello che vuole. Alla fine fa l'assist per il 4 a 0 e si costruzione la sua doppietta che ci porta sul 5 a 0. Verso la fine della partita, in un'altra azione delle sue, è sfortunato e prende il palo.
Nel frattempo entrano Fabbrizio, Diego e Baz mentre escono Silvio, Tino e Marino.
Restano solo da segnalare il clamoroso goal sbagliato da Baz (la fotocopia dell'occazione avuta da Robi) e il parapiglia finale in cui il San Paolo si becca il secondo espulso (la prima espulsione a metà del secondo tempo per bestemmia reiterata), Fefe viene ammonito per reazione, ma è costratto a lasciare il campo per infortunio e Mister Maurizio e il dirigente degli avversari Penna Bianca che ha avuto qualcosa da ridire fin da prima della fase di riscaldamento.
Matteo Ucci
Prende un goal perché crede la palla si fuori. Peccato. Per il resto normale amministrazione
Firpo Federico
Fa alcune chiusure determinat che gli riescono semplici in quanto si tiene quei 5/10 metri più indietro del resto della difesa
Stefano Bottin
E' tornato quello di una volta: non abbandona mai l'avversario riuscendo così a tenerlo sotto pressione e a mandarlo in confusione
Paolo Lista
E' rinato insieme insieme a Bott, anche se usa una tecnica diversa: meno costante nell pressione sull'avversario ma più incisivo quando è il momento. Nello stato in cui è ora riesce anche a recuperare quando sembra che l'attacante lo abbia seminato.
Nicola Perini
Annulla il loro numero 7 che dalla faccia che aveva sembrava dovesse vincerla da sola la partita
Marino Zorzan
Si fa cogliere un po' di sorpresa dall'avversario sulla sua fascia sinistra. Viene allora messo a destra dov eun ruolo difensivo meno asfissiante gli permette di stare più tranquillo e gioca una buona partita
Enrico Maschietto
Finalmente concreto in avanti, gli viene giustamente rimproverato di essere un po' precipitoso quando ha la palla fra i piedi
Roberto Zorzan
Gioca un'altra buona partita in cui copre bene la sua zona, recupera un sacco di palloni e fa ripartire la squadra con intelligenza. Non supera quasi mai la metà campo e forse questo è il segreto della sua prestazione, ma del resto lì davanti c'era già abbastanza gente
Silvio Marchiori
Schierato come centrocampista centrale a fianco di Tino fa la sua porca (<- lo possiamo dire, considerate certe sue amicizie!) figura: tiene la posizione, recupera qualche palla ne imposta qualcuna in più. Ha poche opportunità e poco spazio per supportare la fase offensiva, ma, come già detto, questa volta non ce n'era bisogno. Conoscendolo, speriamo non ne soffra
Stefano De Pasquale
Gioca un'intersa partita e già questo basterebbe. Tocca una quantità innumerevole di palloni perché se li va a cercare, detta tempi e ritmi. Senza togliere nulla a nessuno, quando c'è lui in campo la differenza si vede
Roberto Garavello
Sembra essere tranquillo e sereno e questo si rispecchia nelle sue prestazioni. Ha un ruolo determinante nell'economia della squadra e lo svolge egregiamente.
Andrea Baratto (<- Roberto Garavello)
Entra segna e fa segnare. Quando gli riescono le "sue cose" è inarrestabile
Pierpaolo Fabris (<- Roberto Zorzan)
Si piazza a centrocampo e fa sentire il suo peso. Poi quando Fefe esce per infortunio diventa libero
Fabbrizio Amatori (<- Paolo Lista)
Si piazza in marcatura e non sbaglia quasi nulla, però: il sinistro!!!
Andrea Bazzon (<- Silvio Marchiori)
Entra al posto di Tino, ma poi si piazza più avanti. Indicazioni o libero arbitrio? Avrai sicuramente la scusa buona ma ci proviamo: se si decidesse a fare qualche tocco in meno. Se accadesse gli si perdonerebbe più a cuor leggero certi goal sbagliati
Diego Rubiliani (<- Marino Zorzan)
Per motivi di forza maggiore non è costante ad allenamenti e partite e ciò carica ancora di più la sua voglia di giocare. Quando entra cerca di dedicarsi molto più a spingere sulla fascia che a difendere
Maurizio Marcato (Mister)
Buona la formazione messa in campo, buone le sostituzioni, perccato che sia caduto nelle trappola del vecchietto terribile 'penna bianca'
Maurizio Cavallini (guardalinee)
. . .In attesa del recupero del suo ginocchio.
Arfio Pici
Va in panchina e poi se ne va prima del termine perché ha un impegno lavorativo: grazie
Sergio Radrezza
Daniele Paccagnella
Grazie.
BENE
La difesa che sembra essere rinata: viene concesso poco agli avversari. Forse anche merito del centrocampo che filtra di più emeglio?
MALE
Trovare qualcosa che è andato male in una partita vinta per 5 a 1 non è facile. Volendo guardare proprio il pelo sull'uovo si può dire che il goal potevamo evitare di prenderlo e che quando ci sono i cambi va comunicato a tutti un po' meglio il ruolo di chi entra: se prende pari pari il posto che persona che ha sostituito o se ci sono delle modifiche nei vari ruoli; questo per limitare la confuzione implicita nei cambi
La partita all'inizio è equilibrata. Noi teniamo di più la palla, cerchiamo di giocarla e spesso ci riusciamo anche. Nonostante il campo, soprattutto lungo la "fascia dell'asilo" sia veramente messo male. Loro invece insistono con un gioco tanto semplice quanto monotono: lanci lungi a cercare la loro punta di peso, oppure l'uomo sulla loro fascia deestra. Paolone invece prende quasi subito le misure del primo, mentre ci mettiamo un po' a capire che Marino non è l'uomo giusto per il secondo, ma alla fine spostiamo Pero sula sinista e Marino sulla destra. Mossa che si rivela intelligente e determinante in quanto ci permette di non correre quasi più rischi. Loro sono discreti davanti e a metà campo (dove - udite udite - stazione un giocatore di nome Carnera: sì è proprio lui, l'ex rio, l'ex saonaro, purtroppo non-ex brontolone rompiballe), ma in difesa sono traballini. Grinta, determinazione e intelligenza ci permettono di fare tutto ciò che non ci è riuscito fino a qualche partita fa: rischiar epoco in difesa, recuperare palloni a metà campo e a creare a zioni da goal. Ed è così che il primo tempo finisce 2 a 0 per noi grazie ad una palla calciata da Tino e girata di testa in mezzo all'area da Depa e un colpo di tacco all'indietro dalla linea di fondo di Roby. Palle tanto invitanti che Enrico non deve far altro che mettere in rete.
Il secondo tempo inizia come era finito il primo. Robi ha anche la possibilià di portarci sul 3 a 0, ma purtroppo calcia alto. Purtroppo non ha l'occasione per riscattarsi in quanto viene richiamato in panchina per dare spazio a Barat che, lanciato da non si sa chi in quanto c'è una questione aperta fra Matteo e Bott, con un goal dei suoi segna ad un minuto (circa) dal suo ingresso. A questo punto il San Paolo un po' molla e Andrea lì davanti riesce a fare quello che vuole. Alla fine fa l'assist per il 4 a 0 e si costruzione la sua doppietta che ci porta sul 5 a 0. Verso la fine della partita, in un'altra azione delle sue, è sfortunato e prende il palo.
Nel frattempo entrano Fabbrizio, Diego e Baz mentre escono Silvio, Tino e Marino.
Restano solo da segnalare il clamoroso goal sbagliato da Baz (la fotocopia dell'occazione avuta da Robi) e il parapiglia finale in cui il San Paolo si becca il secondo espulso (la prima espulsione a metà del secondo tempo per bestemmia reiterata), Fefe viene ammonito per reazione, ma è costratto a lasciare il campo per infortunio e Mister Maurizio e il dirigente degli avversari Penna Bianca che ha avuto qualcosa da ridire fin da prima della fase di riscaldamento.
Matteo Ucci
Prende un goal perché crede la palla si fuori. Peccato. Per il resto normale amministrazione
Firpo Federico
Fa alcune chiusure determinat che gli riescono semplici in quanto si tiene quei 5/10 metri più indietro del resto della difesa
Stefano Bottin
E' tornato quello di una volta: non abbandona mai l'avversario riuscendo così a tenerlo sotto pressione e a mandarlo in confusione
Paolo Lista
E' rinato insieme insieme a Bott, anche se usa una tecnica diversa: meno costante nell pressione sull'avversario ma più incisivo quando è il momento. Nello stato in cui è ora riesce anche a recuperare quando sembra che l'attacante lo abbia seminato.
Nicola Perini
Annulla il loro numero 7 che dalla faccia che aveva sembrava dovesse vincerla da sola la partita
Marino Zorzan
Si fa cogliere un po' di sorpresa dall'avversario sulla sua fascia sinistra. Viene allora messo a destra dov eun ruolo difensivo meno asfissiante gli permette di stare più tranquillo e gioca una buona partita
Enrico Maschietto
Finalmente concreto in avanti, gli viene giustamente rimproverato di essere un po' precipitoso quando ha la palla fra i piedi
Roberto Zorzan
Gioca un'altra buona partita in cui copre bene la sua zona, recupera un sacco di palloni e fa ripartire la squadra con intelligenza. Non supera quasi mai la metà campo e forse questo è il segreto della sua prestazione, ma del resto lì davanti c'era già abbastanza gente
Silvio Marchiori
Schierato come centrocampista centrale a fianco di Tino fa la sua porca (<- lo possiamo dire, considerate certe sue amicizie!) figura: tiene la posizione, recupera qualche palla ne imposta qualcuna in più. Ha poche opportunità e poco spazio per supportare la fase offensiva, ma, come già detto, questa volta non ce n'era bisogno. Conoscendolo, speriamo non ne soffra
Stefano De Pasquale
Gioca un'intersa partita e già questo basterebbe. Tocca una quantità innumerevole di palloni perché se li va a cercare, detta tempi e ritmi. Senza togliere nulla a nessuno, quando c'è lui in campo la differenza si vede
Roberto Garavello
Sembra essere tranquillo e sereno e questo si rispecchia nelle sue prestazioni. Ha un ruolo determinante nell'economia della squadra e lo svolge egregiamente.
Andrea Baratto (<- Roberto Garavello)
Entra segna e fa segnare. Quando gli riescono le "sue cose" è inarrestabile
Pierpaolo Fabris (<- Roberto Zorzan)
Si piazza a centrocampo e fa sentire il suo peso. Poi quando Fefe esce per infortunio diventa libero
Fabbrizio Amatori (<- Paolo Lista)
Si piazza in marcatura e non sbaglia quasi nulla, però: il sinistro!!!
Andrea Bazzon (<- Silvio Marchiori)
Entra al posto di Tino, ma poi si piazza più avanti. Indicazioni o libero arbitrio? Avrai sicuramente la scusa buona ma ci proviamo: se si decidesse a fare qualche tocco in meno. Se accadesse gli si perdonerebbe più a cuor leggero certi goal sbagliati
Diego Rubiliani (<- Marino Zorzan)
Per motivi di forza maggiore non è costante ad allenamenti e partite e ciò carica ancora di più la sua voglia di giocare. Quando entra cerca di dedicarsi molto più a spingere sulla fascia che a difendere
Maurizio Marcato (Mister)
Buona la formazione messa in campo, buone le sostituzioni, perccato che sia caduto nelle trappola del vecchietto terribile 'penna bianca'
Maurizio Cavallini (guardalinee)
. . .In attesa del recupero del suo ginocchio.
Arfio Pici
Va in panchina e poi se ne va prima del termine perché ha un impegno lavorativo: grazie
Sergio Radrezza
Daniele Paccagnella
Grazie.
BENE
La difesa che sembra essere rinata: viene concesso poco agli avversari. Forse anche merito del centrocampo che filtra di più emeglio?
MALE
Trovare qualcosa che è andato male in una partita vinta per 5 a 1 non è facile. Volendo guardare proprio il pelo sull'uovo si può dire che il goal potevamo evitare di prenderlo e che quando ci sono i cambi va comunicato a tutti un po' meglio il ruolo di chi entra: se prende pari pari il posto che persona che ha sostituito o se ci sono delle modifiche nei vari ruoli; questo per limitare la confuzione implicita nei cambi
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mercoledì 24 novembre 2010
Sant'Agostino 0 - 3 Tombelle
È passato un po' di tempo dall'ultima, partita e forse non ha molto senso pubblicarne il risultato e la croncaca e il commento ora, ma verrà fatto per la storia e perché alla fine di tante mail e della chiacchierata in spogliatoio non si è arrivati ad una conclusione. Perché credere di risolvere il tutto decidendo di non giocare più il Lunedì sera e di tornare a giocare il Sabato pomeriggio è un errore.
Il risultato, ma soprattutto la prestazione della nostra ultima partita di campionato hanno evidenziato una serie di problemi.
Perdere 3-0, prendendo 3 goal nel primo tempo, giocando male, con poche idee e riuscendo solo in parte ad avere una, seppur timida, reazione nel secondo tempo ha sortito lo stesso effetto di uno schiaffo in volto da parte del miglior amico.
Non varrebbe nemmeno la pena commentare la partita, ma lo si fa per dovere di cronaca.
Loro partono forte, noi partiamo piano, loro sono giovani, noi sia anzianotti, loro sono ben messi, noi siamo disordinati. Loro non sono male e noi gli diamo una grossa mano, soprattutto quando Icio lascia di sua iniziativa il centrocampo per andare ad aiutare la difesa. Difesa messa in difficoltà da una giornata nera di Paolone che lascia sempre 10 metri al loro 9 che non si fa pregare a sfruttare la libertà che gli viene lasciata, da un Fefe molto nervoso e dal loro numero 7 che sulla nostra sinistra trova spesso lo spazio per provocare scompiglio. In mezzo al campo si ritrova così solo Tino che quindi non riesce a combinare molto e Enrico (in periodo down) per andare a riempire gli spazi si ritrova né laterale ne centrocampista. Si tace (per ora) su Silvio (che non fa altro che parlare di Patrizia). In attacco c'è un Andrea che spesso cerca di girarla (di testa o di piede) al compagno più avanzato, Roby, che però spesso è più indietro. Posizione che non gli permette di fare l'attaccante e di sfruttare questi "appoggi" di Andrea, ma che gli permette di fare gioco di sponda che però poi il resto della squadra non sfrutta.
Il primo goal arriva su una bella punizione.
Il secondo goal arriva su un tiro che Matteo avrebbe parato agevolmente se non fosse stato per una buca che devia la palla e che la fa finire in rete.
Il terzo goal è frutto di una nostra ingenuità: palla tenuta troppo tempo fra la linea laterale e il limite dell'area avversaria, noi così saliamo tutti, ma quando la palla viene persa loro si trovano a dover affrontare solo Paolone in ritardo e Fefe che scivola.
Secondo tempo: un po' meglio; è sicuramente un punto da cui partire, ma non è un punto d'arrivo.
Giovedì allenamento, analisi della partita.
Se devo essere sincero non ho ben capito a quale conclusione siamo arrivati. Ad un certo punto tutti si sono messi a parlare con tutti e non si è messo un cappello alla discussione. Ci si proverà qui.
Sembra che il giocare di Lunedì sia la cusa di tutti i mali, ma dimentichiamo i commenti dopo la prima partita, di molte prestazioni degli scorsi campionati e del fatto che quando è stato comunicato a fine stagione scorsa tutti approvavano.
I veri problemi sono da ricercare in questi fatti: una difesa non impeccabile come in certe altre occasioni, un attacco che non segna come gli scorsi anni e un centrocampo che forse non filtra come dovrebbe e che forse non costruisce come dovrebbe.
Questione di condizione fisica? Ognuno ha i suoi acciacchi, ma non può tutto dipendere dalla condizione fisica, siamo amatori. . . se fossimo impeccabili staremo in categoria. Dipende molto di più da una condizione mentale. E non si fa riferimento all'orario di arrivo, ai tempi per entrare in campo per fare riscaldamento e all'atteggiamento in spogliatoio. E' una condizione mentale su come si gioca. E' già stato detto che quest'anno le partitine di allenamento sono giocate troppo a cuor leggero e senza disciplina, cercando di fare cose che poi in partita ufficiale non si avrà mai modo di mettere in pratica. E in partita ufficiale ci si ritrova a non sapere bene cosa fare. Lo scorso anno si scriveva di come i rossi avevano annichilito i blu e di come la volta dopo i blu avessero preso la rivincita. Veniva fatto in primo luogo scherzosamente in secondo dal punto di vista del gioco. Ora sembra che l'unico scopo della partitina sia fare il numero, toccare la palla il più possibile e fare un goal più dell'altra squadra a costo di mettere una persona davanti alla porta avversaria a fargli arrivare direttamente con un lancio dalla difesa. Se poi in partita non sappiamo cosa fare, non si fa il passaggio al terzo tocco, non riusciamo a costruire delle azioni goal, non riusciamo a trovare una via di mezzo fra i 50 passaggi e il lancio lungo. . . beh il motivo sta che giochiamo come in partitina.
Il risultato, ma soprattutto la prestazione della nostra ultima partita di campionato hanno evidenziato una serie di problemi.
Perdere 3-0, prendendo 3 goal nel primo tempo, giocando male, con poche idee e riuscendo solo in parte ad avere una, seppur timida, reazione nel secondo tempo ha sortito lo stesso effetto di uno schiaffo in volto da parte del miglior amico.
Non varrebbe nemmeno la pena commentare la partita, ma lo si fa per dovere di cronaca.
Loro partono forte, noi partiamo piano, loro sono giovani, noi sia anzianotti, loro sono ben messi, noi siamo disordinati. Loro non sono male e noi gli diamo una grossa mano, soprattutto quando Icio lascia di sua iniziativa il centrocampo per andare ad aiutare la difesa. Difesa messa in difficoltà da una giornata nera di Paolone che lascia sempre 10 metri al loro 9 che non si fa pregare a sfruttare la libertà che gli viene lasciata, da un Fefe molto nervoso e dal loro numero 7 che sulla nostra sinistra trova spesso lo spazio per provocare scompiglio. In mezzo al campo si ritrova così solo Tino che quindi non riesce a combinare molto e Enrico (in periodo down) per andare a riempire gli spazi si ritrova né laterale ne centrocampista. Si tace (per ora) su Silvio (che non fa altro che parlare di Patrizia). In attacco c'è un Andrea che spesso cerca di girarla (di testa o di piede) al compagno più avanzato, Roby, che però spesso è più indietro. Posizione che non gli permette di fare l'attaccante e di sfruttare questi "appoggi" di Andrea, ma che gli permette di fare gioco di sponda che però poi il resto della squadra non sfrutta.
Il primo goal arriva su una bella punizione.
Il secondo goal arriva su un tiro che Matteo avrebbe parato agevolmente se non fosse stato per una buca che devia la palla e che la fa finire in rete.
Il terzo goal è frutto di una nostra ingenuità: palla tenuta troppo tempo fra la linea laterale e il limite dell'area avversaria, noi così saliamo tutti, ma quando la palla viene persa loro si trovano a dover affrontare solo Paolone in ritardo e Fefe che scivola.
Secondo tempo: un po' meglio; è sicuramente un punto da cui partire, ma non è un punto d'arrivo.
Giovedì allenamento, analisi della partita.
Se devo essere sincero non ho ben capito a quale conclusione siamo arrivati. Ad un certo punto tutti si sono messi a parlare con tutti e non si è messo un cappello alla discussione. Ci si proverà qui.
Sembra che il giocare di Lunedì sia la cusa di tutti i mali, ma dimentichiamo i commenti dopo la prima partita, di molte prestazioni degli scorsi campionati e del fatto che quando è stato comunicato a fine stagione scorsa tutti approvavano.
I veri problemi sono da ricercare in questi fatti: una difesa non impeccabile come in certe altre occasioni, un attacco che non segna come gli scorsi anni e un centrocampo che forse non filtra come dovrebbe e che forse non costruisce come dovrebbe.
Questione di condizione fisica? Ognuno ha i suoi acciacchi, ma non può tutto dipendere dalla condizione fisica, siamo amatori. . . se fossimo impeccabili staremo in categoria. Dipende molto di più da una condizione mentale. E non si fa riferimento all'orario di arrivo, ai tempi per entrare in campo per fare riscaldamento e all'atteggiamento in spogliatoio. E' una condizione mentale su come si gioca. E' già stato detto che quest'anno le partitine di allenamento sono giocate troppo a cuor leggero e senza disciplina, cercando di fare cose che poi in partita ufficiale non si avrà mai modo di mettere in pratica. E in partita ufficiale ci si ritrova a non sapere bene cosa fare. Lo scorso anno si scriveva di come i rossi avevano annichilito i blu e di come la volta dopo i blu avessero preso la rivincita. Veniva fatto in primo luogo scherzosamente in secondo dal punto di vista del gioco. Ora sembra che l'unico scopo della partitina sia fare il numero, toccare la palla il più possibile e fare un goal più dell'altra squadra a costo di mettere una persona davanti alla porta avversaria a fargli arrivare direttamente con un lancio dalla difesa. Se poi in partita non sappiamo cosa fare, non si fa il passaggio al terzo tocco, non riusciamo a costruire delle azioni goal, non riusciamo a trovare una via di mezzo fra i 50 passaggi e il lancio lungo. . . beh il motivo sta che giochiamo come in partitina.
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lunedì 25 ottobre 2010
A.S.D. Am. Riviera del Brenta 4 - 1 Sant’Agostino
Seconda batosta stagionale. Fra la sconfitta per 3 a 0 in coppa e la prima sconfitta in campionato c'è
stato solo il tempo per un amaro pareggio nella seconda giornata.
La partita si mette male nel primo tempo quando andiamo sotto per 2-0. Primo goal con lo zampino
dell'arbitro che non fischia il fuorigioco in una confusionaria loro azione in cui noi più di loro ci
fermiamo a guardarci negli occhi aspettando il fischio dell'arbitro. Il secondo goal è frutto di un calcio
di punizione ben calciato ma che la nostra barriera non fa nulla per renderlo difficile.
Nel secondo tempo abbiamo l'accasione per accorciare le distanze, ma Enrico non se la sente di fare qualche
altro passo in avanti con il pallone e intraprendere una sfida di velocità con l'avversario, ma si ferma,
si trova la palla sul sinistro, calcia debolmente e il portiere mette in calcio d'angolo mostrando tutti i
suoi limiti.
Dopodiché la partita si rimette sui binari del primo tempo con loro avere il pallino del gioco (che non è
grancché se la si deve dire tutta), ma noi abbiamo poche idee e spesso andiamo in difficoltà. Lasciando a
loro l'iniziativa e riuscendo solo a cercare di respingerla alla bene meglio è inevitabile che prima o poi
la via del goal la trovino. Raggiungon così il 4 a 0. Il goal della bandiera arriva su rigore allo scadere
per un brutto fallo di Icio che prende una scarpata al sopracilgio sinistro.
Facciamo gli auguri a Icio che già nel primo tempo aveva rimediato un brutto calcio al ginocchio.
Lasciando la cronaca per passare ai commenti, l'idea è che ci siamo portati ancora dietro i problemi delle
precedenti partite. Poche idee su come arrivare in area avversaria e tante palle regalate agli avversari.
Regali che facciamo per vari motivi. Perché sparacchiamo in avanti sperando nella buona sorte. Perché
ritardiamo troppo il passaggio sul movimento al compagno. Perché la diamo quando il compagno ha già fatto
il movimento.
Come fare per rimediare a questi errori? Un'idea ce l'ho: la partitina dei fine allenamento non la si fa
solo per divertirsi un poco e fare un goal più dell'altra squadra, ma per per abituarsi a fare le cose
semplici, per imparare a giocare e a trovarsi con i compagni.
Matteo Ucci - incolpevole
Diego Rubiliani - più rapido nel passaggio
Nicola Perini - più disciplina e come-per-Diego
Paolo Lista - più attento fino all'ultimo
Firpo Federico - più libero?
Arfio Pici - è alle prime armi quindi gli si perdona quasi tutti, comunque: più nel ruolo
Maurizio Cavallini - non mi permetto di dirgli nulla
Roberto Zorzan - arriva direttamente da lavoro e ne risente; peccato
Silvio Marchiori - toglieteli dalla testa il secondo goal contro il Fossò
Enrico Maschietto - più deciso
Andrea Baratto - poco (ben) servito, più abile a sfruttare (per lui e per la squadra) le poche palle
Marino Zorzan
Andrea Bazzon
Adriano Meneghello
Stefano Tomiazzo
Uno sguarda ora agli altri risultati e alla classifica.
stato solo il tempo per un amaro pareggio nella seconda giornata.
La partita si mette male nel primo tempo quando andiamo sotto per 2-0. Primo goal con lo zampino
dell'arbitro che non fischia il fuorigioco in una confusionaria loro azione in cui noi più di loro ci
fermiamo a guardarci negli occhi aspettando il fischio dell'arbitro. Il secondo goal è frutto di un calcio
di punizione ben calciato ma che la nostra barriera non fa nulla per renderlo difficile.
Nel secondo tempo abbiamo l'accasione per accorciare le distanze, ma Enrico non se la sente di fare qualche
altro passo in avanti con il pallone e intraprendere una sfida di velocità con l'avversario, ma si ferma,
si trova la palla sul sinistro, calcia debolmente e il portiere mette in calcio d'angolo mostrando tutti i
suoi limiti.
Dopodiché la partita si rimette sui binari del primo tempo con loro avere il pallino del gioco (che non è
grancché se la si deve dire tutta), ma noi abbiamo poche idee e spesso andiamo in difficoltà. Lasciando a
loro l'iniziativa e riuscendo solo a cercare di respingerla alla bene meglio è inevitabile che prima o poi
la via del goal la trovino. Raggiungon così il 4 a 0. Il goal della bandiera arriva su rigore allo scadere
per un brutto fallo di Icio che prende una scarpata al sopracilgio sinistro.
Facciamo gli auguri a Icio che già nel primo tempo aveva rimediato un brutto calcio al ginocchio.
Lasciando la cronaca per passare ai commenti, l'idea è che ci siamo portati ancora dietro i problemi delle
precedenti partite. Poche idee su come arrivare in area avversaria e tante palle regalate agli avversari.
Regali che facciamo per vari motivi. Perché sparacchiamo in avanti sperando nella buona sorte. Perché
ritardiamo troppo il passaggio sul movimento al compagno. Perché la diamo quando il compagno ha già fatto
il movimento.
Come fare per rimediare a questi errori? Un'idea ce l'ho: la partitina dei fine allenamento non la si fa
solo per divertirsi un poco e fare un goal più dell'altra squadra, ma per per abituarsi a fare le cose
semplici, per imparare a giocare e a trovarsi con i compagni.
Matteo Ucci - incolpevole
Diego Rubiliani - più rapido nel passaggio
Nicola Perini - più disciplina e come-per-Diego
Paolo Lista - più attento fino all'ultimo
Firpo Federico - più libero?
Arfio Pici - è alle prime armi quindi gli si perdona quasi tutti, comunque: più nel ruolo
Maurizio Cavallini - non mi permetto di dirgli nulla
Roberto Zorzan - arriva direttamente da lavoro e ne risente; peccato
Silvio Marchiori - toglieteli dalla testa il secondo goal contro il Fossò
Enrico Maschietto - più deciso
Andrea Baratto - poco (ben) servito, più abile a sfruttare (per lui e per la squadra) le poche palle
Marino Zorzan
Andrea Bazzon
Adriano Meneghello
Stefano Tomiazzo
Uno sguarda ora agli altri risultati e alla classifica.
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